PADRONANZA DELLA LINGUA ITALIANA (competenza chiave n.1)
ACCOMPAGNAMENTO SCUOLE
Il lavoro degli insegnanti durante l’anno si è concentrato soprattutto sulla struttura della frase (cfr. Indicazioni): si tratta di un campo che, specialmente nella scuola primaria, non coincide propriamente con la cosiddetta “analisi logica”, avendo ad oggetto non i singoli complementi bensì la frase nel suo insieme unitario .
PREMESSA
C’è una differenza fra una frase costruita per somma di elementi equivalenti e una frase di cui si riconosce la struttura sintattica.
1. La prima si rifà ai noti termini di “frase minima” fatta da nome e verbo ed espansioni successive, che però giustifica pienamente solo le frasi con il verbo del tipo “il gatto dorme”, con un solo “pezzo” o “attore”, ma non “La nonna abita (?)”. Questo modello di frase, pur utile per suscitare la creatività dei bambini, non fa capire la natura dei rapporti fra i diversi pezzi, cioè non introduce un criterio sintattico per capire la frase.
- ESEMPIO Il bambino gioca
1 con chi ? con gli amici
2 dove ? in giardino
3 con che cosa ? con la palla
4 quando ? dopo i compiti
5 …..
Dopo i compiti Il bambino gioca in giardino con gli amici con la palla
2. La seconda permette di vedere la frase come un modello unitario stabile cioè sempre uguale a sé stesso anche se in differenti realizzazioni (con verbi che richiedono un numero più o meno ampio di “pezzi” o “attori”, con o senza estensioni ulteriori). Essa si rifà alla idea che il verbo è l’organizzatore sintattico della frase, e con il suo significato attira a sé diversi “pezzi” (da uno a quattro, tenendo a parte i verbi atmosferici), mentre altri pezzi costituiscono lo scenario esterno (verbodipendenza).
- ESEMPIO Il bambino gioca (autosufficiente)
- ESEMPIO
- La mamma sposta la poltrona dalla camera al salotto (“pezzi” generati da “sposta” (“qualcuno s. qualcosa da un punto a un altro”)
- altri “pezzi” di scenario : la mamma dopo pranzo sposta con fatica la poltrona da..a..
I due modelli sono descritti da due metafore:
- La frase per somma = una mensola sulla quale si appoggiano via via i pezzi, come la fantasia li partorisce, in un esercizio più creativo che riflessivo.
- La frase strutturata = l’atomo, i cui elementi sono legati da una certa forza interna; lo stesso la frase, organizzazione sintattica attorno al verbo secondo un numero previsto di elementi.
NB: il secondo modello favorisce anch’esso la creatività nella scrittura. Già alla fine della classe seconda i bambini sanno creare frasi di senso compiuto piuttosto articolate, partendo dal verbo e non da “io” o da “c’è”, come spesso avviene.
Cfr. F. Sabatini, Un modello unitario di frase, Ciclo di quattro lezioni presso l’ex-IRRE Lombardia, v. in http://www.irrelombardia.it/Progetti/Progetti-in-ordine-alfabetico/Insegnare-ancora-la-grammatica-/ciclo-lezioni-Prof--Sabtini
| ATTIVITA’ MANDATE DAGLI INSEGNANTI DELLA DD DI BAGNOLO CREMASCO (plessi di Bagnolo, Chieve, M.Cremasco, Vaiano) raccolte e commentate da Daniela Notarbartolo titolo2 |
|
|---|---|
| 1 |
La frase è un “oggetto” che risponde a differenti caratteristiche : 1. la congruità semantica
2. l’organizzazione sintattica
3. l’intenzione comunicativa
Caratteristiche della frase |
| 2 |
Il verbo è il vero regista della frase, o il direttore d’orchestra. Dal suo significato dipende la posizione in cui i pezzi si dispongono nella frase e il loro significato.Gli esercizi mostrano come, tenendo fermi gli oggetti (sono in realtà i nomi e in generale i gruppi nominali), sono proprio i verbi che li fanno “girare” organizzandoli diversamente di volta in volta. |
| 3 |
La funzione di regista della frase deve precisarsi: le frasi possono essere di diversa lunghezza e articolazione, ma il modello unitario è sempre il medesimo. Questo dipende da due cose:1. il verbo può “aver bisogno” di diversi attori in scena2. oltre agli attori in scena, nella frasi possono trovarsi “scenari” di vario genere |
| 4 |
La funzioni di nomi e verbi nella frase si è chiarita in modo piuttosto empirico osservando regista e attori. Infatti come attori della scena troviamo solitamente nomi, accompagnati di solito anche da altre parole. |
| 5 |
In secondo luogo il lavoro degli insegnanti ha avuto come oggetto la struttura interna degli attori, dal punto di vista sia morfologico sia sintattico.L’approfondimento della coppia articolo+nome e della tripletta articolo+nome+aggettivo è un passaggio importante per capire la “declinazione” delle parti nominali e la concordanza. |
| 6 |
Anche l’aggettivo è una parola piena. In certe posizioni serve proprio a delimitare il nome e a descriverlo con maggiori particolari: com’è ? Aggettivi determinanti |
