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PADRONANZA DELLA LINGUA ITALIANA (competenza chiave n.1)


ACCOMPAGNAMENTO SCUOLE

D.D. BAGNOLO CREMASCO a.s. 2008-2009

All’incontro iniziale hanno partecipato anche alcuni insegnanti della vicina scuola media. Le parti nei box sono riferiti ad attività che possono essere svolte nel ciclo successivo, utilizzando il medesimo modello nei due cicli.

DUE PERCORSI POSSIBILI

A. QUALE SINTASSI SI FA ALLE ELEMENTARI ?

1. non tanto l’analisi “logica” quanto la struttura sintattica della frase: la frase si organizza su un principio unitario duplice:
a. la verbodipendenza (il verbo richiede degli “argomenti” specifici per funzionare) e
b. il principio binario SN + SV (soggetto-predicato)

l’analisi di molti complementi invece è “semantica”, non sintassi ! richiede il senso delle sfumature di significato che maturano alle medie (qualità / modo / limitazione / …), legati come sono ai diversi usi delle preposizioni (es. diversissimi usi di “di”).



2. alcuni complementi dipendono dalla morfologia e quindi possono-devono essere trattati insieme (già alle elementari):
a. c oggetto e c agente dal verbo transitivo
b. c paragone e partitivo dai gradi dell’aggettivo
c. apposizioni, denominazione e attributi sono dentro il sintagma nominale
d. fra i compl “semantici” alle elementari sono chiarissimi solo tempo e spazio.

più avanti nel tempo: c specificazione, qualità e altri che dipendono dal nome : estensione del sintagma nominale anche attraverso la relativa



3. la verbodipendenza permette di osservare la struttura della “frase minima” o meglio “semplice” (attenzione ai termini ! in realtà semplice è contrapposto a complessa a più predicati, mentre minima o nucleare è contrapposta a frase con espansioni senza distinguere argomentali da non argomentali):
a. i complementi legati ai verbi possono essere studiati alle elementari (oltre a soggetto, oggetto, agente, anche termine, e luogo)
b. fra le espansioni (fuori dal nucleo-verbo) già alle elementari tempo, spazio e magari compagnia (immediatamente evidente)

tutti gli altri sono “complementi non ancora noti” (se proprio uno li trova nelle frasi non necessariamente deve riconoscerli, ci sarà una scatola di “non sappiamo ancora” che rimanda alle medie)nella grammatica dei costituenti (sintagmi) che si può fare alle medie si studiano anche le aggregazioni fra parole piene e parole funzionali (articoli e determinanti vari, preposizioni), la collocazione sintattica degli aggettivi (fanno sintagma col nome, contrariamente al pronome)nella semantica sta anche la funzione degli aggettivi (determinanti o modificatori, descrittivi o restrittivi)principio sintattico è anche la reggenza: la preposizione regge il nome, la congiunzione regge il verbo (specie subordinata)


B. COME DEFINIRE LE CATEGORIE MORFOLOGICHE O PARTI DEL DISCORSO

1. le classificazioni in grammatica possono essere più empiriche e meno “ontologiche”:
a. il verbo si coniuga (è azione anche “riscaldamento” !),
b. il nome e tutte le parti nominali cioè aggettivi e articoli hanno più forme di parola in quanto si declinano (pluralizzazione e categoria del numero)
c. gli aggettivi stanno col nome con cui concordano (categoria del genere e concordanza),
d. se l’aggettivo ha il grado è agg qualificativo (alterazione),
e. il nome può avere l’alterazione, oppure fare da base per la derivazione
f. l’articolo è una “parola” funzionale senza contenuto proprio
2. in questo modo si individuano non solo le parti del discorso, ma anche alcune “categorie” più ampie e più astratte:
a. declinare coniugare etc sono categorie
b. l’alterazione riguarda aggettivi e diminutivi
c. la derivazione riguarda il lessico e il passaggi da una parte del discorso all’altra
d. …..

alcune di queste osservazioni sono presenti nelle slide di presentazione sul nome e il verbo

Il concetto di funzione può invece essere chiarito alle medie (differenza fra categoria e funzione = è / “fa da”)

1. avverbi e aggettivi che fanno da preposizioni (improprie!)

2. participio congiunto che fa da aggettivo

3. nomi che fanno o no da soggetto

4. verbi che fanno o no da predicato

5. predicati che sono o no verbi

6. soggetti che sono o no nomi

7. verbi e tutto il resto che fanno da sostantivi (sostantivati)





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